Caffè e alluminio: attenzione alla moka (e non solo)

Metalli nel caffè? Anche il caffè della moka può rilasciare alluminio. Infatti, la moka in alluminio rilascia questa sostanza nell’acqua e, quindi, nel caffè ci sono metalli: non è pericoloso, ma è importante saperlo.

In un'inchiesta di Report, il giornalista Bernardo Iovene, oltre a effettuare verifiche su alcune capsule, ha esaminato la moka, osservando cosa succede durante il suo utilizzo. È emerso che anche la moka in alluminio cede appunto alluminio al caffè:

“La nostra moka ha rilasciato 346 microgrammi/litro di alluminio, siamo al di sotto di un milligrammo/chilo. La soglia consigliata è 5: ma è una linea-guida europea, non è una norma”, si dice nel servizio.

Ma che cosa vuol dire?

Per l’alluminio la normativa non prevede delle prove di migrazione, ma solo una verifica della composizione del materiale. Nella moka in acciaio, invece, c’è solo il bario dell’acqua e nessun’altra migrazione. Ma anche in questo caso c’è acciaio e acciaio: nel caso dell’acciaio inox 18/10 si è di fronte a quella classe di acciai che non hanno problemi col contatto con gli alimenti.

Per quanto riguarda la moka in alluminio, quest'ultimo si unisce a quello presente nel caffè e si arriva così ad avere 811 microgrammi, cioè 10 volte in più rispetto a quello contenuto nelle capsule. Mentre, con la moka in acciaio si scende a 312 con lo stesso tipo di caffè. Il valore del piombo è più del doppio delle capsule, quello del rame è tre volte di più. 

Cosa dicono i produttori di caffè?

I produttori di caffè spiegano come i metalli siano naturali costituenti del caffè, derivando esso da una pianta. I quantitativi di metalli riscontrati sono sotto la soglia di rischio e negli alimenti devono essere mantenuti quanto più bassi possibili.

Da dove provengono i metalli del caffè?

Il giornalista Iovene ha, inoltre, analizzato una dozzina di caffè, dai più cari ai più economici, compresi alcuni biologici. Molti di essi hanno presentato livelli maggiori rispetto alla media di metalli nel caffè: quello che emerge è che nel caffè biologico ci sono la metà dei metalli rispetto al caffè convenzionale, ma l’attenzione finisce in ogni caso sulla presenza di livelli di manganese provenienti da trattamenti con mancozeb.

Il mancozeb è un fertilizzante che aggiunge metalli al caffè, oltre a essere qualificato dal Centro ricerche per la prevenzione del cancro della Fondazione Ramazzini di Bologna come cancerogeno multipotente, capace di aggredire vari organi e tessuti.

Caffè biologico, quindi, non sempre è un prodotto di qualità, ma la filiera del nostro caffè a marchio Officina della Cialda è garantita da un prodotto 100% di torrefazione italiana, prodotto accuratamente dai nostri artigiani selezionati.

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